
Con lo slittino in via del Castello a Cortina d’Ampezzo. Foto UFA Cristallo

Cortina d’Ampezzo torna città olimpica dopo settant’anni. Nel 1956 ospitò i VII Giochi olimpici invernali, un evento che segnò la prima grande consacrazione degli sport sulla neve e sul ghiaccio nelle Alpi italiane. Oggi i cinque cerchi tornano, questa volta insieme a Milano, per i Giochi del 2026, in un contesto profondamente diverso: dalle 32 nazioni del 1956 alle 93 attese, dalle 24 gare alle attuali 195, dagli 820 atleti a oltre 3500. Non un semplice passaggio di testimone, ma un salto epocale.
In questo percorso di memoria si inserisce anche l’iniziativa di Noventa di Piave Designer Outlet, che ospita le immagini più significative del volume “Cortina 1956 – le prime Olimpiadi Bianche in Italia”, edito da Marsilio Arte e Fondazione Cortina, di cui è autore Massimo Spampani e Eleonora De Filippis che ne cura l'edizione. Un modo per celebrare, insieme ai visitatori, la gioia e l’orgoglio di accogliere in Veneto un evento di grande valore sociale, sportivo e culturale.
I Giochi del ’56 restano un ricordo prezioso, un invito a riflettere su quanto è cambiato e su ciò che ancora ci attende. Ora una nuova ribalta è pronta a regalarci altre emozioni.

Con lo slittino in via del Castello a Cortina d’Ampezzo. Foto UFA Cristallo

La sfilata della squadra italiana. L’alfiere è il diciottenne Nilo Zandanel, campione di salto con gli sci. Foto UFA Zardini

La facciata dell’hotel Savoia 2 imbandierata con i vessilli delle trentadue nazioni partecipanti ai Giochi olimpici. Foto UFA Roma

La pattinatrice canadese Barbara Wagner si esibisce sulla pista dell’hotel Cristallo. Foto UFA Zardini