Teatro di San Carlo


La Reggia Designer Outlet al fianco del Teatro di San Carlo: il binomio moda e cultura attraverso il comune denominatore dell’arte

L’inizio di questa partnership sarà celebrato il 5 maggio in occasione dell’inaugurazione della mostra "Prêt à parterre: di moda in modi al San Carlo" allestita all’interno del nostro Centro e destinata a proseguire per tutto il mese.

La mostra

PRÊT À PARTERRE: DI MODA IN MODI AL SAN CARLO

Dal 5 maggio - e fino al 30 Giugno - presso il nostro Centro sarà possibile visitare la mostra "Prêt à parterre: di moda in modi al San Carlo". Una raccolta di foto d'epoca, abiti di scena e accessori provenienti dal Museo e Archivio storico del Teatro napoletano per ripercorre l'evoluzione della moda dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, attraverso scatti, alcuni dei quali dell'Archivio fotografico Riccardo Carbone, che ritraggono personaggi e habitué del Massimo napoletano, tra i quali, Eduardo De Filippo, Totò, Maria Callas, Sophia Loren, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini. La moda delle "prime" come riflesso di una società che si trasforma, tra stili e modi in perenne cambiamento.

Teatro di San Carlo

LA STORIA DEL TEATRO

Accanto a Piazza del Plebiscito, simbolo della città di Napoli, sorge il tempio lirico italiano. Il Teatro di San Carlo è stato costruito nel 1737, per volontà del Re Carlo III di Borbone fortemente intenzionato a dare alla città un nuovo teatro che rappresentasse il potere regio.
La  ristrutturazione del Teatro porta la firma dall'architetto e scenografo Antonio Niccolini (1772-1850). Il caposcuola del Neoclassicismo a Napoli interviene, a più riprese, sull'edificio che progressivamente acquisisce la fisionomia odierna. La prima fase della metamorfosi riguarda la facciata, trasfigurata da elementi della grammatica classicistica e da decorazioni ellenizzanti, con la conseguente aggiunta del ridotto e degli ambienti di ricreazione e ristoro. I lavori, avviati già nel dicembre 1809, si concludono due anni dopo. Il portico carrozzabile sostenuto da pilastri si ispira al modello offerto dalla Scala (1776-78) di Giuseppe Piermarini, modificato tuttavia dall'inserimento, al secondo registro della facciata, della loggia ionica corrispondente agli ambienti del ridotto. Con Niccolini il Teatro acquisisce, così, le connotazioni del tempio, diventando monumento-simbolo della città.

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