La grande bellezza di Roma


Un ritratto del territorio dal Touring club italiano

Semplicemente ci si innamora. Basta camminare dal Colosseo ai Musei Capitolini, da piazza di Spagna al Pantheon, tra i giganti di Bernini e Borromini, da piazza Navona a Campo de’ Fiori, sul colle del Gianicolo, dal Vaticano a Villa Borghese, da San Pietro in Vincoli alla Galleria Colonna, in mezzo alle rovine monumentali delle terme di Caracalla spingendosi fin dentro le catacombe lungo l’Appia Antica. Oppure basta alzare lo sguardo sulla volta affrescata della Cappella Sistina per assistere a un Michelangelo che si spinge ai limiti del suo stesso genio.

Piazza di S. Maria in Trastevere

Roma ha il volto di Augusto, di Michelangelo, di Marcello Mastroianni... Culla dell’Impero romano, città dei papi, icona della dolce vita, capitale politica e del cinema, Urbe universale che accoglie pellegrini e turisti da oltre 20 secoli, bellezza onirica di pini marittimi e rovine: eccola la “Città eterna”. E questo titolo se lo merita ancora? 

A giudicare dai suoi cittadini, sì. Con il loro indefinibile spirito, una combinazione originale di bonomia e cinismo, sbruffonaggine e gentilezza, ironia e adattamento in effetti non permettono che Roma cambi mai troppo. Insomma, amano visceralmente questa città. E come dar loro torto, a giudicare da ciò che si ammira al cospetto di piazze barocche, cupole, obelischi e distese di tegole rosse.  

Semplicemente ci si innamora. Basta camminare dal Colosseo ai Musei Capitolini, da piazza di Spagna al Pantheon, tra i giganti di Bernini e Borromini, da piazza Navona a Campo de’ Fiori, sul colle del Gianicolo, dal Vaticano a Villa Borghese, da San Pietro in Vincoli alla Galleria Colonna, in mezzo alle rovine monumentali delle terme di Caracalla spingendosi fin dentro le catacombe lungo l’Appia Antica. Oppure basta alzare lo sguardo sulla volta affrescata della Cappella Sistina per assistere a un Michelangelo che si spinge ai limiti del suo stesso genio.  

E poi ci son segreti più nascosti della città come il buco della serratura della villa del Priorato di Malta da cui appare il Cupolone incorniciato alla fine di un viale in uno straniante gioco prospettico. E poi c’è la Roma che si è aperta all’arte contemporanea, con il MAXXI di Zaha Hadid, il MACRO di Odile Decq, l’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano e la Nuvola di Fuksas. 

E questi sono solo alcuni degli esempi che si possono fare, e che già non hanno pari in altre città del mondo.

 

The jumping wolf a Testaccio

I quartieri romani, dal classico all’underground 

Che dire poi del caleidoscopio dei quartieri capitolini, ciascuno con la sua spiccata identità. E della vita quotidiana degli abitanti, così influenzata dal rione di appartenenza, con i gesti rituali cui per niente al mondo rinuncerebbero.  

Chi vive in centro la mattina prende il caffè in piazza Farnese, quelli del rione Monti non si priverebbero mai delle piazzette fiorite e delle boutique dei giovani stilisti. Mentre Trastevere, che incarna l’anima da rive gauche parigina (anche se rispetto al Tevere si trova sulla rive droite), è sempre l’occasione giusta per un bicchiere, per non dire la cornice fotogenica di una cena a base di un’amatriciana o una cacio e pepe in una trattoria godereccia e conviviale.  

E il Pigneto. Un po’ decentrato ma al settimo posto nella lista dei quartieri più cool d’Europa, tanto che i suoi abitanti sembrano aver poco da invidiare a Londra o a Parigi per trasversalità culturale, etnica, e quindi gastronomica. Chissà cosa ne direbbe l’habitué Pier Paolo Pasolini, che lo scelse per girare il suo primo film l’Accattone.  

Gli studenti continuano a ritrovarsi nel quartiere di San Lorenzo, con quella faccia irrimediabilmente bohémienne, che oggi ha anche un nuovo nome: il SA.L.A.D., acronimo di San Lorenzo art district, in pratica un’insalata mista di arte con un numero sorprendente di studi, gallerie e spazi dedicati alla cultura. Gli altri fratelli spettinati sono gli underground Ostiense e Testaccio. Il primo che si fregia di capolavori della street art ma anche dell’ultima succursale dei Musei Capitolini in un’ex centrale. E il secondo, ex rione del mattatoio, che detiene il primato di culla gastronomica, con un’altissima densità e qualità di ristoranti e un mercato alimentare dove flirtano design, banchi di frutta e verdura e fioccano possibilità pressoché inesauribili di street food, in una gamma compresa tra un trancio pizza, un supplì o un filetto di acciughe impanato.  

Nella vintage Garbatella, invece, ci si inoltra fra stradine e vicoli dove lo sguardo inciampa continuamente tra giardinetti curati, cortili segreti, facciate con i panni stesi al sole. Modello di città-giardino in versione operaia, che le dona quell’aria popolare irresistibile per giovani attori e artisti. 

 

 

traiano

Gire fuori porta: Ostia, i Castelli Romani e Tivoli 

L’abbiamo capito, non basta una vita per visitare Roma. E allora perché lasciare l’Urbe per altre mete fuori porta? Perché è un bel modo per calarsi ancora una volta nello spirito capitolino. Eh già, le scampagnate extra muros sono una consuetudine dei romani in qualsiasi stagione dell’anno, che per staccare il filo dalla capitale solitamente vanno sulla costa, verso i Castelli Romani o le ville di Tivoli.  

Il litorale tra Ostia e Torvaianica unisce alla possibilità del crogiolarsi al sole e delle passeggiate lungomare un viaggio lungo le antiche strade perfettamente conservate del parco archeologico di Ostia Antica, porto della Roma imperiale.  

Sempre a sud di Roma, i graziosi Colli Albani sono una costellazione di tredici cittadine note con il nome di “Castelli Romani” e qualche lago vulcanico. Tra i più noti, Frascati, celebre per il suo vino bianco, il pittoresco Castel Gandolfo, e lo scenografico Lago Albano, che occupa un cratere ripido e boscoso, con tante trattorie che si allineano lungo le sponde. 

Mentre più a nord di Roma, Tivoli ha ben due siti patrimonio UNESCO. Villa Adriana, tenuta estiva dell’imperatore Adriano, e la cinquecentesca Villa d’Este famosa per i suoi giardini paesaggistici e le sontuose fontane. 

    in collaborazione conlogo_tci_revised_3.png

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